Ma che amico sei

Sergio Caputo

“Ma Che Amico Sei” del 1990 di Sergio Caputo, è sicuramente, fosse solo per il ritornello, una canzone che parla di Gesù. L’inizio ci porta subito ad un momento di spiritualità: l’alba. Tempo a volte anche biblicamente di incontro col Signore, ma comunque tempo di una sensibilità intima particolare. C’è poi una croce, che è però un oggetto punk.

L’alba s’incendiò
sui binari del tram
una gazza mi rubò
la mia croce
ed altri oggetti punk

Sta parlando di un momento della vita in cui si riflette, da soli, lontani dal tumulto delle giornate e dalle annebbiate serate, in un’alba scintillante in cui anche i pensieri sono più limpidi o forse siamo più attenti ai messaggi del nostro animo o di ciò che ci circonda. Allora ci si accorge di avere una religiosità che è moda, fatta di amuleti e decorazioni, forse una tradizione sia pure rielaborata, ma che segna un’appartenenza non meditata, non realmente nostra.

E tutto questo va via di colpo, come portato via dal guizzo di una gazza, portato via perché non veramente parte di noi. E questo svanire rivela nella lucidità dell’alba un’inconsistenza, un’evanescenza di ciò che pensavamo di possedere o di essere.

A quel punto ti rivolgi a cercare una divinità o un Dio:

guardo lassu’…
ma il cielo è una fotografia
vendono i tuoi stracci
giù ai cancelli della follia.

Il cielo però sembra non rispondere, è muto, è una splendida fotografia certo, è descrizione antica, in dipinti e scritti della potenza di Dio, è tradizione, ma non comunica più all’essere umano del tempo contemporaneo.

Anzi proprio nella contemporaneità, le caratteristiche di povertà e dignità di Gesù, vengono svendute come stracci e come follia. Poi si rivolge a guardar noi:

Questi siamo noi…
con il freddo che fa
fra l’incudine di Dio
e il martello dell’umanità
Eccoci qui
ripresi dalla tv… scurdammose o’ passato…
che al futuro ci hai pensato tu ci hai pensato tu…

Noi siamo allora qui in una fredda realtà, in cui quell’idea di Dio, tradizionale e filosofica, non aiuta contro i colpi della vita, e quelli dell’umanità. Siamo moderni e forse famosi, in quanto ripresi dalla Tv, ma senza passato né futuro. “Ci hai pensato tu” sembra infatti solo ironico. Siamo sospesi, incerti e in parte rassegnati.

Ma allora Gesù “che amico sei?”, canta il ritornello. Non ci hai definiti amici (Giov. 15:15)? E allora ci fai lo scherzo di lasciarci qui a soffrire? Forse sei solo un uomo? Comunque eri un buon uomo…

Ma che amico sei?… ma che amico sei…
Jesus was a good man
Ma che scherzi fai…
ma che scherzi fai…
Jesus was a good man

Il ritornello in inglese e la musica vogliono farci pensare un po’ ad un gospel, che rivolge delle domande al Signor Gesù, e che al contrario del gospel però evidenzia lo smarrimento moderno, di lontananza da Dio, che ti porta a non sentirti a casa da nessuna parte, senza una direzione.

Io non ero li…
sono stato via…
non so piu’ dov’e’
neanche casa mia…
Jesus was a good man

La seconda parte della canzone ha uno sviluppo. Si può dire che si rivolga alla sfera pubblica dove dovrebbero trovarsi indicazioni cristiane o almeno spirituali.

Scesero dal Jet
come autentiche star…
sotto raffiche di flash
benedissero la città…
c’eri anche tu
in fuga dal pianeta rock
c’erano i tuoi figli
con i segni dell’elettroshock dell’elettroshock

Forse sta parlando di rockstar, che per anni hanno impersonato anche battaglie civili, ma che adesso fanno fuggire Gesù. Ma come non vedere anche la possibilità che stia parlando di un Papa, mediaticamente sovraesposto, applaudito, che diviene una star, appunto, ma che non è più con i poveri, con i folli o quelli giudicati tali, che invece sono i più vicini a Gesù, anch’egli considerato folle a suo tempo?

Ed il ritornello riprende il tema di chiedere che tipo di amico sia Gesù. In fondo che tipo di Dio, che non viene per travolgere tutto e vincere e farci stare al sicuro, ma fa passare la sua salvezza per la morte in croce.

Ma che amico sei? ma che amico sei…
Jesus was a good man
ma che faccia hai…
ma che faccia hai…
Jesus was a good man

Ma comunque Gesù era un buon uomo nel senso più pieno di bontà ed anche di umanità, e già questo ci parla della sua divinità, per cui possiamo rivolgergli le domande di sempre: cosa c’è oltre questo tempo e questo spazio? Dio esiste e si ricorda di noi?

cosa c’è lassù… cosa c’è lassù?
siamo soli o no… se lo dici tu… ehh
Jesus was a good man

(È ovvio che della canzone ne ho dato una mia interpretazione personale, che guarda solo al testo, e non al video che non mi sembra così correlato, né a possibili spiegazioni dell’autore di cui peraltro non sono a conoscenza.)