Parlava in parabole

parabola

L’evangelista Marco ci riferisce che Gesù parlava spesso in parabole.

La parabola ha infatti una forza particolare.

Non è un racconto di una esperienza vissuta, ma è per la vita, per farci fare esperienze positive. Non è qualcosa di teorico, ma comunica una conoscenza, sia pure in maniera generale. Non è nemmeno un insegnamento saggio, ma ci vuole far divenire più saggi.

È un racconto dunque che ti vuole comunicare qualcosa di profondo e di vero, e proprio per questo è evocativo per adattarsi alle varie persone e alle varie situazioni della vita.

Diceva ancora: «Il regno di Dio è come un uomo che getti il seme nel terreno,
e dorma e si alzi, la notte e il giorno; il seme intanto germoglia e cresce senza che egli sappia come.
La terra da sé stessa dà il suo frutto: prima l’erba, poi la spiga, poi nella spiga il grano ben formato.
Quando il frutto è maturo, subito il mietitore vi mette la falce perché l’ora della mietitura è venuta».

Diceva ancora: «A che paragoneremo il regno di Dio, o con quale parabola lo rappresenteremo?
Esso è simile a un granello di senape, il quale, quando lo si è seminato in terra, è il più piccolo di tutti i semi che sono sulla terra;
ma quando è seminato, cresce e diventa più grande di tutti i legumi; e fa dei rami tanto grandi, che all’ombra loro possono ripararsi gli uccelli del cielo».

Con molte parabole di questo genere esponeva loro la parola, secondo quello che potevano intendere.
Non parlava loro senza parabola; ma in privato ai suoi discepoli spiegava ogni cosa. (Marco 4:26-34)

Certo Gesù spiegava in privato ai discepoli le parabole, ma era una questione appunto privata, cioè ne dava un’applicazione alla loro situazione particolare, ed infatti la spiegazione non viene riportata dall’evangelista Marco.

Noi siamo curiosi, magari pensiamo: Ah, se potessimo sapere cosa diceva!. Ma in fondo che ce ne faremmo di una spiegazione che andava bene ad esempio per i dubbi di Pietro in quel periodo, si fa per dire: pescatore preoccupato per aver lasciato il suo lavoro per seguire Gesù o per l’avvenire del suo figlioletto più piccolo…? La spiegazione della parabola, come l’attualizzazione che ne possiamo fare oggi al culto o da noi stessi, fa assumere alla parabola un significato particolare e diviene meno generale. In fondo meno utile.

Le parabole infatti parlano di Dio e del nostro rapporto con lui, e questo è personale e legato alla situazione. E queste parabole vogliono incoraggiarci, ognuno nella propria situazione concreta.

Il Regno

Dunque abbiamo due parabole sul Regno di Dio. Il Regno di Dio letteralmente sarebbe dove Dio regna, dove governa, dove è all’opera. Ma quali caratteristiche ha il Regno di Dio?

Un errore da non fare è definire in astratto cosa sia il Regno di Dio e poi cercare di capire cosa dica la parabola. Infatti Gesù usa proprio delle parabole per parlarne e dunque apprendiamo cosa sia il Regno di Dio da queste, anche perché il Regno non è qualcosa di astratto.

Ora in sostanza queste parabole dicono due cose: che noi non vediamo questo regnare di Dio oppure non gli diamo valore.

Quando si parla del Regno di Dio si immagina spesso l’annuncio dell’evangelo che viene ricevuto e converte le persone, oppure una chiesa senza problemi, vicina alla santità di Dio e insieme ai problemi della gente.

Sicuramente diremo che il Regno di Dio non è nel mondo che rifiuta Dio, non è per chi è lontano da Dio, per chi non concede a lui gloria e non segue i suoi comandamenti. Ma ne siamo proprio sicuri? La parabola parla al contrario di qualcosa di nascosto, che però va avanti, che cresce. Che è all’opera ovunque anche dove non ce l’aspettiamo.

Infatti, ci dicono queste parabole, alla fine dei tempi, quando giungerà il Signore, quello che pone mano alla falce perché molti sono i convertiti, quando tutte le nazioni e le genti e le persone si riposeranno all’ombra del Regno, come all’ombra di un grande albero, quando saremo con il Signore: si scoprirà e capirà quanto è forte e grande l’azione di Dio.

Ma fino ad allora dobbiamo sapere che non è che Dio non sia all’opera, ma che anche se noi non lo vediamo e non ne sappiamo niente e viviamo la nostra vita, sera e mattina, mattina e sera, con fatica che sembra che non si arrivi mai da nessuna parte… il Signore è costantemente all’opera e nascostamente regna.

A noi Dio, per sua bontà, dà anche la possibilità di vedere piccole manifestazioni del suo regnare, belle cose, meraviglie della natura, una pace inaspettata, un incontro pieno di significato, e quelle agli occhi umani sono come piccole cose, come piccoli semi che stimiamo magari troppo piccoli.

Ma anche se non capiamo bene, il Regno di Dio è presente, come un seme che cresce da sé, come un seme per il quale disperi per la piccolezza. E quando sarà rivelato, sarà la luminosa e grandiosa gloria di Dio.

Cresce

Dunque il Regno di Dio sta crescendo per esclusivo merito di Dio. Certo si può e dobbiamo annunciare l’evangelo, gettare il seme, dire due parole semplici su Gesù, ogni volta che è opportuno, ma il resto lo fa Dio e non noi.

Non è un invito al disinteresse, al non fare niente, anzi al contrario è un incoraggiamento sul fatto che è Dio e non noi a portare il peso dell’avanzamento del suo Regno di benessere e dignità.

Coraggio

E le parabole non parlano solo della chiesa, ma in generale della vita e della nostra vita.

Caro Pietro, magari avrà spiegato Gesù, non ti preoccupare che tanti ci voltano la faccia, che ti prendono in giro ad aver abbandonato il tuo sicuro lavoro per stare a mendicare qua e là, il Padre vede e provvede. Non angustiarti per il tuo figlioletto che non trova la sua strada, gli hai parlato del Padre e del Figlio, vedrai che il Signore lo sosterrà e sarai orgoglioso di lui, come io nonostante i tuoi errori sarò orgoglioso di te.

Lottare sempre, forse è questa la vita. E il Signore ti chiama a lottare con mansuetudine e costanza per il bene, la vita, la dignità, la pace, la giustizia, l’amore, la solidarietà, per dare un futuro ai tuoi figli e all’umanità…

E alle volte ti domandi: “in questo mondo ingiusto e millantatore, ma ce la farò, ma ce la faremo? Ma cambia qualcosa? Ma quando vedremo qualcosa di vero? Ma non stiamo perdendo la nostra vita invece di trovarla?

Guarda -dice Gesù- che il governo di Dio sta crescendo, silenziosamente, quell’amore e quel bene sono all’opera –se no tutto sarebbe già rovina, distruzione. E non ti preoccupare perché Dio pensa al suo popolo, salva dal baratro l’umanità, interviene verso lo stanco e l’afflitto, rialza chi cade, e ti colma di beni anche quando dormi e riposi. Amen