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La folla plaudente

Dopo che la folla osanna Gesù come il Messia che doveva arrivare. L’evangelista Giovanni annota:

La folla dunque, che era con lui quando aveva chiamato Lazzaro fuori dal sepolcro e l’aveva risuscitato dai morti, ne rendeva testimonianza. Per questo la folla gli andò incontro, perché avevano udito che egli aveva fatto quel segno miracoloso.
Perciò i farisei dicevano tra di loro: «Vedete che non guadagnate nulla? Ecco, il mondo gli corre dietro!» (Giovanni 12:17-19)

Il mondo gli corre dietro

Ciò che osserviamo spesso alle Palme è che effettivamente la folla corre dietro a Gesù, lo esalta, lo onora, lo accoglie riconoscendogli dignità di re, lo accompagna gioiosamente e rumorosamente contenta, però la folla, quella stessa folla, pochi giorni dopo gli volterà le spalle, dirà di crocifiggerlo, lo disprezzerà fino a volerlo morto.

La folla, lo sappiamo, quando è solo folla e non un popolo, non una nazione di cittadini, e alle volte anche quando lo è, è volubile, inconstante, senza logica.

Certo la folla non è un soggetto univoco. Una parte di quelli che acclamano Gesù alle Palme, forse non griderà per metterlo a morte poco dopo, forse. Però sappiamo anche che la volubilità della folla, nasce dalla forza della massa, la forza dell’opinione del gruppo, che quando sembra maggioritario influenza e porta le persone ad adeguarsi, ad essere come gli altri, o come pensa siano gli altri.

Se tutti dicono una cosa, anzi se tutti gridano sguaiatamente contro qualcuno o qualche idea, ecco che le persone seguono ciò che dice la massa, sono pronte a cambiare idea, anzi non si accorgono nemmeno di stare a cambiare idea, infervorate come sono da quello che tutti fanno, o meglio da quelli che gridano più forte e sembrano essere ancor di più.

Ho detto di cittadini e non di gente, sono coloro che possono ragionare dinnanzi alla folla che urla questo o quello, alle volte -come sarà anche alla crocifissione di Gesù- aizzata da abili manipolatori. Per essere persone e non gente, individui e non parte indistinta della folla è fondamentale quella responsabilità personale insegnata nel cristianesimo, in particolare in ambito evangelico. Prendere su di sé la propria responsabilità serve anche non farsi condizionare pesantemente dalla folla.

la folla oggi

E cosa dice la folla oggi di Gesù? Lo osanna o lo vuole morto? Lo invoca o lo crede morto: potremmo anche chiederci?

Certo la gente non parla male di Gesù in genere. Tutti bene o male riconoscono al cristianesimo la sua importanza nella storia umana e nella società attuale, però è per la gente Gesù Cristo: Colui che risorge, Colui che è Figlio di Dio, Colui che è Dio in terra?

Non tanto, molti si affrettano a dire che la religione è qualcosa del passato, che tutto si spiegherà umanamente con la scienza, che da lì non è ritornato nessuno, nemmeno il Cristo… E noi, presi dalla forza della folla, da quello che dicono un po’ scioccamente altri, rischiamo di farci travolgere.

Eccoci dunque: la fede è un dono di Dio, una voce dolcissima che arriva fino a te. Ma anche la fede è insieme una decisione di cercare quella voce, di prendersi la responsabilità personale di comprendere la propria fede, così personale, e di viverla di conseguenza.

Sì, noi recitiamo il Credo apostolico, esso è un sunto della fede cristiana, ma non basta e non serve saperlo a memoria, bisogna anche riflettere su ciò che significa la fede cristiana per noi, per il nostro essere e la nostra esistenza.

entusiasmo

Nel testo di oggi però principalmente c’è una gioia ed un entusiasmo che non vanno subito dimenticati sapendo come prosegue la Passione di Gesù. Serve certo riflettervi, ma serve anche come cristiani vedere quanto è grande la nostra gioia.

E la gioia è quella della folla che ha visto risuscitare Lazzaro. Questo sottolinea l’evangelista Giovanni.

La folla che come noi non sa bene come Gesù abbia fatto, né sa cosa significhi realmente resurrezione dei corpi, che sentiremo poi nel Credo, ma popolo di cristiani che sa una sola cosa, ma che basta. Sa che il Signore è Signore anche sulla morte. Che Egli è realmente al di sopra di ogni potenza del mondo e che per di più in maniera umile, fraterna, amichevole, viene verso di noi per darci salvezza, per esercitare il suo sconfinato potere per darci vita e vita eterna.

Sì la folla è plaudente, osannante, gioiosa perché sa che la morte non ha l’ultima parola. E questo apre ad un modo nuovo di vedere la vita e di viverla. Apre all’entusiasmo per tutto ciò che possiamo vivere e fare.

Quell’entusiasmo del corteo che accompagna Gesù alle Palme è il nostro entusiasmo.

Considerate dunque come possiamo considerare, definire i cristiani: una folla di persone responsabili, serie, ma insieme un popolo gioioso e plaudente, che vive glorificando il proprio Signore vittorioso.

Spesso quando facciamo una preghiera di lode, o anche cantiamo un inno di lode, non abbiamo più questa idea così trascinante, ma spesso molto più un’idea di qualcosa di serio e compassato. Invece è con entusiasmo che dovremmo ricordarci del nostro Salvatore e questo entusiasmo alimenta e rafforza la nostra vita.

Per questo diciamo a noi stessi e al nostro prossimo: abbiate sempre gioia in Cristo Gesù, confidate in Lui in ogni tempo, e vivete con entusiasmo tutta la vostra vita, consapevoli del suo amore verso di voi. Amen