Sempre la giustizia

Nel libro di Isaia, il profeta parla in vari brani di un servo del Signore. O servo dell’Eterno nella precedente traduzione.

Questo personaggio misterioso, probabilmente anche per gli stessi contemporanei del profeta, per i cristiani è Gesù Cristo stesso, perché Gesù Cristo stesso vi si è identificato, e anche per altre corrispondenze bibliche.

Ad esempio, nell’inizio del primo dei passi sul servo del Signore, che leggiamo adesso, Dio dice che si compiace in lui, come Dio stesso dice nel momento del batteSimo di Gesù, come anche dice nel momento del batteSimo che manderà il suo Spirito su di lui.

«Ecco il mio servo, io lo sosterrò; il mio eletto di cui mi compiaccio; io ho messo il mio spirito su di lui, egli manifesterà la giustizia alle nazioni.

Egli non griderà, non alzerà la voce, non la farà udire per le strade.
Non frantumerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante; manifesterà la giustizia secondo verità.

Egli non verrà meno e non si abbatterà finché abbia stabilito la giustizia sulla terra; e le isole aspetteranno fiduciose la sua legge».(Isaia 42:1-4)

Da che mondo è mondo, chi ha qualche potere su questa terra è di solito forte con i deboli e debole e accondiscendente addirittura servile con i forti. Questa è spesso una società di prepotenti, chi grida più forte sembra aver ragione. E poi chi si impone con la forza, poi si è imposto e nulla lo farà retrocedere. È questa la giustizia a cui siamo abituati. È questo andazzo del mondo che, non in teoria, ma in pratica, si insegna ai giovani.

Certo nelle nostre società occidentali, anche grazie ai cristiani, la legge è uguale per tutti. Ma la giustizia è qualcosa di più del semplice esercizio della legge, senza contare poi che chi ha più denaro paga i migliori avvocati… La giustizia è qualcosa di più vasto e assoluto, riguarda tutti gli aspetti del vivere, riguarda le conseguenze di come funziona la società nel mondo, riguarda il senso della stesso della vita. Ed è lo stesso senso della vita ad essere messo in crisi dalle ingiustizie che ci sono e si subiscono.

Qualcuno può vivere tutta la vita sgobbando e morire nella più squallida miseria, e questa è ingiustizia. Solo per essere nato in una nazione e non in un’altra, una persona uguale a tanti altri sarà umiliata e uccisa o costretta alla fuga. E questa è ingiustizia. Come è ingiustizia quella diffusa e permanente nella società violenta in cui viviamo, o quella fra Stati o anche nelle emergenze umanitarie fra chi viene curato per primo.

E infine se pensiamo alle malattie o alle disgrazie, specie quelle che spezzano giovani vite\ldots questa è ingiustizia.

Di questa giustizia: attesa, bramata oppure che ormai ci si è rassegnati a non desiderare neanche si parla in questo passo, di qualcosa di profondo e legato alla nostra intima dignità di esseri umani.

Ed ecco allora a noi, così prostrati dall’ingiustizia diffusa del mondo, che ti fa perdere il senso della vita, che viene annunciato Gesù Cristo che manifesterà la giustizia alle nazioni, cioè a tutti, vicini e lontani.

Giustizia

Tutta la Bibbia parla di giustizia, dal prendere o no il pomo, a Caino e Abele, fino alle visioni dell’Apocalisse e non poteva essere che il Figlio di Dio parlasse, intervenisse, si adoperasse altro che per la giustizia. La giustizia di Dio, una giustizia assoluta ed esistenziale, una giustizia realizzata dalla morte e resurrezione di Gesù Cristo, perché:

a) con la resurrezione, supera anche la morte: perché se no l’ucciso ingiustamente non avrebbe mai più giustizia.

b) una giustizia che giudica severamente l’ingiustizia, cioè il peccato, ma che salva nello stesso tempo chi è sotto la schiavitù di questo mondo che ti rende impossibile essere nel giusto.

Gesù non frantumerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante, frase che possiamo leggere in due sensi entrambi pregnanti. Cioè non finirà di rompere ciò che è incrinato e non soffocherà il lucignolo che sta fumando perché arrivato alla fine. Anzi guarirà e ridarà coraggio e dignità. E anche in questo senso Gesù non griderà forte nelle strade per schiacciare l’inerme e il debole, colui che ha subito l’ingiustizia.
Ma anche non finirà di rompere la canna spezzata perché quando compi l’ingiustizia sei come spezzato, si è spezzata la tua umanità, il peccato ti sta facendo morire. E dunque c’è un annuncio di vera salvezza, per il colpevole, toccato da Gesù Cristo.

E ci viene infine detto che il Cristo non si stancherà fino a che la giustizia non sarà arrivata fino alle isole, cioè alle estremità dello spazio ma anche fino agli ultimi tempi.

Non darà tregua alla violenza e l’errore fino all’ultimo, anche se non ci annienterà, ma ci convertirà nel profondo del cuore e della nostra vita.

Ecco questo vorrei che i cristiani annunciassero a tutti coloro che incontrano. No, non è un mondo giusto il nostro, ma c’è giustizia in Dio. E tu, chiunque tu sia giovane o anziano, forte o debole, prendi esempio dal Cristo e non ti arrendere, anzi inventa ed escogita cose nuove per cercare giustizia dove giustizia non c’è, verità dove la menzogna è l’abitudine.

Non conformatevi a questo mondo! È Cristo esempio e guida in questo mondo.

Già vincendo

“Ma come possiamo farlo?” Le ombre del dubbio, lo smarrimento dinnanzi alla grandezza dei problemi, il bloccarsi per le contraddizioni dell’esistere, la debolezza umana…

Ecco risulta fondamentale il compiacersi di Dio Padre nel Figlio e la presenza dello Spirito.

Questo Salvatore di giustizia non è solo un esempio da seguire, quasi senza speranza, ma solo per dovere, ma proprio perché Dio Padre e lo Spirito santo assistono Gesù Cristo, e lo Spirito è presente e all’opera vicino a noi, noi abbiamo forza.

L’aspetto trinitario, così complesso in teoria, ha un significato immediato per la nostra vita. Vuol dire che attraverso lo Spirito il Creatore di ogni cosa e proprio Gesù Cristo, proprio Colui che le isole aspettano fiduciose è presente, è Dio che è vicino a noi.

Cioè noi aspettiamo fiduciosi il suo Regno che si realizzi completamente, ma non aspettiamo Cristo che è già venuto ed è qui con lo Spirito santo.

Noi sappiamo che questa vita è una lotta, ma non è una lotta che perdiamo. È una lotta senza fine, è vero, ma che vinciamo giorno per giorno.

Già quando prendi le distanze: senti un discorso razzista e dici “no, questo non fa per me” è una piccola vittoria. Quando ti opponi alla violenza e all’intrigo. Quando qualcuno ha il coraggio di combattere la mafia. Quando hai iniziative di solidarietà e accoglienza. Quando non sei rinchiuso nella paura dell’egoismo, ma sei nella gioia dell’amore verso il prosSimo… stai vincendo, già adesso.

Dice ancora Dio in Isaia sul Cristo poco più in là:<blockquote>
farò di te l’alleanza del popolo, la luce delle nazioni,
per aprire gli occhi dei ciechi, per far uscire dal carcere i prigionieri e dalle prigioni quelli che abitano nelle tenebre.</blockquote>

Ma chi sono questi prigionieri? Siamo noi i prigionieri delle tenebre, quando siamo chiusi nella rassegnazione, sotto quella pietra tombale della vita che dice “Non ci sarà mai giustizia a questo mondo!”.

Ma siamo anche noi coloro che vedono la luce, quando vedono il Cristo, e possiamo vivere nella luce dunque senza paura, perché abbiamo ricevuto uno Spirito di coraggio, di fede, di speranza, di amore per vivere su sentieri di giustizia.

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