In ogni tempo

La società in cui viveva la chiesa cui è scritta la lettera agli Ebrei assomiglia per certi versi alla nostra. Molte le credenze e i culti che circolavano in una globalizzazione non solo delle merci, ma anche delle idee e delle religioni. In più, quando si parla di pratiche relative a vivande, alcuni in queste chiese sembrano ritornare a vecchie pratiche rituali.

Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno.

Non vi lasciate trasportare qua e là da diversi e strani insegnamenti; perché è bene che il cuore sia reso saldo dalla grazia, non da pratiche relative a vivande, dalle quali non trassero alcun beneficio quelli che le osservavano. (Ebrei 13:8-9)

Lo stesso

Gesù Cristo come sempre lo stesso è una frase che si riferisce a due cose.

In primo luogo si riferisce direttamente a Gesù. Egli è Dio, dunque eterno, e mantiene le stesse caratteristiche.

In questo senso l’incarnazione, ciò che festeggiamo a Natale: Dio fattosi uomo, Dio con noi, è l’occasione di conoscere il nostro Signore e questa conoscenza, che noi riceviamo attraverso i testimoni della sua venuta, non è qualcosa di relativo ad un tempo, ma -sia pure limitata agli aspetti umani- è la conoscenza reale e quindi immutabile di Dio.

Non importa che i tempi e le epoche cambino. Non ci serve un altra conoscenza, perché in Gesù Cristo abbiamo conosciuto Colui che è eterno. Gesù Cristo non fa scherzi, rimane il Salvatore!

In un secondo senso, questo essere lo stesso di Gesù Cristo si riferisce al messaggio che di lui hanno dato gli apostoli prima e i vari predicatori che hanno fondato la chiesa cui scrive l’autore.

Non cambia dunque l’evangelo che parla di Gesù Cristo e della sua grazia. Magari ci può esprimere differentemente, ma è sempre lo stesso evangelo di Gesù Cristo.

Autosufficienti

Qui non c’è la problematica, che verrà dopo, della fedeltà all’evangelo dei predicatori, ma c’è l’osservazione di questa ansia di nuovo, come se le cose di un tempo non andassero più bene per alcuni in quella chiesa.

La cosa interessante è che nel cercare qualcosa di nuovo sembra che andassero indietro. Infatti questo riferimento alle vivande ci fa pensare ad un ritorno ad antiche usanze ebraiche di purità.

Volere un aspetto legalista, però, non penso sia un ritorno all’antico ebraismo, quanto una questione umana, di varie epoche.

Spesso l’essere umano vuole essere autosufficiente. Sia con atteggiamenti magici o scaramantici, vuole tutelarsi verso il futuro, sia con il volere sentirsi giusti, sicuri di ciò che facciamo, sentirsi sicuri della propria salvezza e non appesi alla misericordia di Dio.

Qui si dice invece che il cuore deve essere reso saldo dalla grazia, cioè il messaggio dell’evangelo, il messaggio di grazia in Cristo Gesù, basta per vivere, basta per essere sicuri di avere salvezza.

Ma spesso come dicevo gli esseri umani vorrebbero essere sicuri da sé la mia grazia ti basti, non sembra abbastanza, ci vuole qualcosa da stringere a sé oppure qualcosa che si fa di cui esser fieri. In questo senso la ricerca della santità, come ricerca della propria santità e non per grazia di Dio risulta pericolosa.

Eppure proprio il messaggio della salvezza per sola grazia di Dio è il messaggio più bello e nuovo rispetto alla nostra umanità. Ma presi dall’ansia del nuovo, dal dubbio che le cose antiche possono non bastare ecco i cristiani arretrare.

Ritorno al Cristo

E noi come stiamo nel passaggio dei tempi? Nelle modifiche della società e del mondo?

Certo noi non siamo in generale una chiesa legalistica, anche se il legalismo è sempre in agguato essendo parte dell’animo umano. Siamo però una chiesa (come chiese riformate svizzere) che anche giustamente ha l’ansia del nuovo. Anche giustamente perché si cerca di portare il messaggio dell’evangelo all’essere umano moderno.

E allora ecco che la nostra chiesa cerca spesso di essere moderna. Moderna in nuovi modi di fare i riti. Moderna nel rinnovare la sua costituzione. Moderna in un pluralismo che cerca di accettare tutto e farsi accettare da tutti.

È giusto rendersi attuali ai tempi però, se questo significa quello che dicevano i riformatori per cui la chiesa dovrebbe essere sempre in riforma, nel senso di sempre ritornare a Gesù Cristo.

Dunque oggi ci troviamo dinnanzi ad un mondo sempre meno cristiano. E allora essere moderni sembra essere: essere meno cristiani.

Come se ne esce? Ricordando che il messaggio di Cristo è per ogni essere umano. E dunque il vero evangelo, l’annuncio della salvezza per grazia in Gesù Cristo è ovviamente un messaggio per tutti. Membri e non membri, persone in ricerca o persone apparentemente soddisfatte di non avere alcun Salvatore, persone antiche e moderne.

Ed il messaggio che rimanda al Cristo è quello il nostro compito.

Appunto perché lui è sempre lo stesso in ogni epoca, mentre siamo noi umani che abbiamo epoche differenti. A partire dalla nostra epoca ne interpretiamo le azioni, i detti e il messaggio di salvezza, ma egli è in eterno lo stesso, ma non come una parola statica ma come una persona che ha vissuto e vive ancora.

Per questo non temiamo il passaggio delle epoche. Per questo non temiamo se i monti sono scossi, perché noi non siamo soli ma insieme al nostro vivente Signore e Salvatore.

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