Quale versetto per "Scienza e fede"?

«I miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie», dice il Signore. «Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie, e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri. (Isaia 55:8-9)

Il brano di Isaia parla dell’intervento benigno di Dio, che infine darà gioia. Eppure la sua azione positiva sembra tardare a chi ascolta il profeta, e a loro attraverso il profeta il Signore dice:

Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver annaffiato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, affinché dia seme al seminatore e pane da mangiare, così è della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senza aver compiuto ciò che io voglio e condotto a buon fine ciò per cui l’ho mandata. (Isaia 55:10-11)

È un testo che parla concretamente della nostra vita in tensione fra l’annuncio di salvezza del Signore e la realtà amara del presente con tutti i suoi perché. E si ribadisce di aver fiducia in Dio, nonostante noi non comprendiamo tutti i perché dell’esistenza, perché Egli ha in suo potere i destini ultimi di tutto.

È qualcosa di esistenziale e più importante, eppure possiamo anche pensare ai perché scientifici. La scienza moderna è nata con l’idea che noi umani potesSimo comprendere il reale, perché fatti a immagine e somiglianza del Creatore, come scritto in Genesi.

Ma come i pensieri di Dio sono così alti, o altri, rispetto a noi per la vita umana, perché non lo possono essere per la razionalità umana? Forse è questo testo di Isaia che parla di scienza, più che l’altro di Genesi.

E forse la scienza moderna con umiltà e stoica passione sta scoprendo proprio questo nelle sue ricerche agli estremi confini del mondo microscopico o spazio-temporale, quando il reale si avverte essere più misterioso e le nostre teorie dei modelli previsionali…

Purtroppo quando si parla di scienza e fede siamo ancora ancorati ad una visione della scienza, ma anche della Teologia, dell’Ottocento. Eppure proprio adesso con società tecnologica si avrebbe bisogno di una visione rinnovata della nostra esistenza sotto la vastità dei cieli.

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