Lode per ogni creatura

In molti salmi troviamo l’invito a dare gloria a Dio per la sua Creazione, Uno di questi, in certo modo, è il salmo 8, in cui però chi scrive -dinnanzi alla grandezza e potenza del Creato- si fa una domanda esistenziale:

Quand’io considero i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai disposte,che cos’è l’essere umano perché tu lo ricordi? Il figlio dell’uomo perché te ne prenda cura? (Sal 8:3-4)

Dinnanzi alla grandezza e alla tremenda forza della Natura, noi possiamo essere presi da sgomento, cosa siamo in questa grande immensità?
Eppure, noi sappiamo che il Creatore non dimentica nessuna delle sue creature, e non dimentica nessuno di noi, anzi interviene per farci grazia e darci salvezza in Gesù Cristo.

Qui il salmista però –che scrive ben prima dell’arrivo di Cristo– non guarda alla salvezza, ma ragiona sul posto che è stato assegnato all’essere umano nella Creazione. E si risponde:

Eppure tu l’hai fatto solo di poco inferiore a Dio, e l’hai coronato di gloria e d’onore. Tu lo hai fatto dominare sulle opere delle tue mani, hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi (Sal 8:5-6)

C’è dunque un posto preciso per l’umanità in questa Creazione. E bisogna aggiungere: ogni essere umano ha un posto in questa Creazione.
E questa posizione, questo posto è un posto di privilegio, di governo, di intervento e cura del Creato.
Questa posizione di privilegio rappresenta quindi, ovviamente, anche un impegno di servizio e di responsabilità. Perché al di sopra dell’essere umano, c’è sempre Dio con la sua legge, con la sua chiamata verso di noi, e noi siamo chiamati ad amministrare con giudizio ciò che ci è stato assegnato.
L’essere umano è chiamato a partecipare nella Creazione alla sua bellezza, a renderla se è possibile ancor più bella.

Questo pone delle responsabilità e dei limiti, come dicevo, ma mentre le responsabilità possiamo alle volte ignorarle, far finta che non esistano, i limiti ci danno subito fastidio. L’essere umano si dimostra spesso vanitoso, si pavoneggia come il signore del mondo, ma è insofferente ai limiti che questo ruolo gli impone e che gli impone Dio stesso.

Nella Creazione

Gli esseri umani fanno parte della Creazione di Dio. È ovvio ma c’è da ribadirlo, perché noi usiamo spesso Creazione come un sinonimo di Natura, come se volesse dire la stessa cosa. Ma mentre con Natura si intendono le cose non umane, con Creazione si dice che tutto ciò che esiste è stato creato da Dio.

Qui allora il discorso si fa ancora più difficile e se vogliamo fastidioso. Infatti mentre nel primo discorso, quello sulla Natura, consideriamo un bel giardino, dei bei fiori, siamo contenti di tutta la Natura, che appunto chiamiamo Natura e non Creazione, quando parliamo di Creato, di Creazione, ecco che consideriamo di vedere anche sul volto degli altri esseri umani riflessa la gloria di Dio. È Dio che ha creato l’umanità, la nostra unica razza umana.

E qui c’è la pietra d’inciampo. Dire che bello questo o quel fiore è facile, dire che bella è l’umanità con tutti i suoi problemi e debolezze, con tutte le sue, per noi scomode, necessità è un’altra cosa.

Lo vediamo in questi giorni di dibattito sui migranti… Emozione, sì, ma spesso anche discorsi di quelli del tipo di Caino: “sono forse io il guardiano di mio fratello”, “devo forse io preoccuparmi per chi arriva dall’altra parte del mondo?” “Sono forse io il responsabile delle catastrofi naturali?”

A parte che gli scienziati dell’atmosfera, in maniera compatta, oramai ci dicono che hanno raccolto prove più che sufficienti a dire che il clima che cambia è principalmente dovuto alle nostre attività umane. Per cui sarebbe ora di smettere di citare quel detto che dice che al tempo nessuno può fare niente.
Ma se c’è una qualche cosa che non va nel Creato, se c’è catastrofe naturale o umana, il posto che ci compete è quello di chi deve intervenire, non farlo sarebbe venire meno alla responsabilità che il Signore ci ha dato su questo mondo.

Che i problemi globali siano difficili d’affrontare, che questo non sia un compito di pochi, ma di tutti e di tutte le nazioni, è chiaro, ma questo non basta per chiamarci fuori, la responsabilità è personale, di ognuno di noi. E la posizione dell’essere umano nel mondo è questa e noi siamo chiamati ad ubbidire al nostro Creatore.

Ma c’è di più: siamo inviati alla lode ed alla gioia contemplando la Creazione del Signore.
Quando vediamo una persona, quando incontriamo il prossimo, allora, dovremmo rendere lode al Signore, come quando lo lodiamo per un bel tramonto, per la montagna che svetta nel cielo, per i fiori dai loro colori indescrivibili o per il loro profumo… ebbene la stessa cosa va fatta per l’umanità e per gli esseri umani, per i più simpatici e belli, come anche per gli antipatici e brutti: il Signore fa meraviglie e noi siamo chiamati a vedere il lato bello ed incredibile, la meraviglia che il Signore ha donato ad ogni persona che incontriamo.

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