Badare a come si vive

Per parlare della nostra vita Paolo usa la metafora del costruire. Vede infatti la vita come qualcosa che si costruisce, non che si viva e basta, facendosi trasportare qua e là dalle cose, ma noi possiamo scegliere di vivere in modo consapevole.

Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come esperto architetto, ho posto il fondamento; un altro vi costruisce sopra.

Ma ciascuno badi a come vi costruisce sopra; poiché nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù.

Ora, se uno costruisce su questo fondamento con oro, argento, pietre di valore, legno, fieno, paglia,
l’opera di ognuno sarà messa in luce; perché il giorno di Cristo la renderà visibile; poiché quel giorno apparirà come un fuoco; e il fuoco proverà quale sia l’opera di ciascuno.
Se l’opera che uno ha costruita sul fondamento rimane, egli ne riceverà ricompensa;
se l’opera sua sarà arsa, egli ne avrà il danno; ma egli stesso sarà salvo; però come attraverso il fuoco.

Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? (I Corinzi 3:10-16)

Nel costruire, e dunque fuor di metafora nel vivere, Paolo dice che si può sbagliare in due modi: nello sbagliare la fondazione e nel costruire con materiali di scarto, non adeguati.

Riguardo al fondamento ci dice che non può che essere Gesù Cristo. Come dicono anche altri passi, infatti, Gesù è la pietra di base, la pietra angolare della nostra vita. Ci si riferisce alla tecnica di quel tempo, di iniziare la costruzione da una solida e grande pietra, ed in effetti anche noi qui sotto l’abside abbiamo trovato una grande pietra.

“Il fondamento è solo Gesù Cristo” significa che la nostra vita ha un fondamento nel riconoscere come Signore Gesù Cristo e nel seguire dunque le sue parole e il suo messaggio, in caso contrario la vita non ha un vero fondamento, ma viene trascinata da ciò che accade.

Il fondamento è Gesù Cristo, non significa però una vita fuori dal mondo, ma al contrario una vita che va nel mondo, che si occupa della società, del lavoro, della famiglia, ma basandosi sempre sul messaggio di amore e di grazia di Gesù Cristo. Una vita consapevole dunque dell’esistenza di Dio, dei suoi comandamenti e della sua salvezza e della sua guida.

Certo che anche avendo come fondamento il Cristo, tutti interpretano la vita a proprio modo. Alle volte però invece di costruire per bene, tiriamo via, usiamo materiali inadeguati. Certe volte lo facciamo per il nostro egoismo, altre volte perché siamo attratti e instupiditi dal mondo, certe volte magari lo facciamo anche in buona fede. Come ad esempio il pittore della Cena, che ha fatto una rappresentazione di Giuda che oggi per noi non è solo uno sbaglio, ma di un imbarazzante antisemitismo1.Affresco della Cena a Bondo

il fuoco

E nel giorno del fuoco i materialiRiferimento all’affresco della Cena nella chiesa di S. Martino a Bondo infiammabili saranno distrutti e persi. Paolo usa questa immagine perché si riferisce al giorno del Signore. (Ed anche se oggi non è in voga, basta pensare al momento della nostra morte). E da questa prova, dice l’apostolo, tutti quelli che hanno Cristo per fondamento saranno salvati, però qualcuno come sfuggito dall’incendio.

L’apostolo Paolo è chi ha ben chiaramente espresso l’annuncio della salvezza per grazia. Quindi la salvezza è fuori di discussione. Quello di cui si parla qui è il valore della vita odierna.

Si vive, sì, ma come si vive? Si vive alle volte in una maniera vana ed inutile. Quando si vive vanamente, lontani dalla preziosa parola di Dio è come perdere la vita. E nel momento della resurrezione la vita inutile, non degna del Regno di Dio, sarà come dimenticata e persa, sarà come non averla vissuta, ed è come non vivere veramente. Quando parliamo di salvezza infatti dobbiamo pensare non solo all’aldilà, ma anche alla nostra esistenza oggi, che la nostra vita sia piena di cose vere.

siamo il tempio di Dio

Abbiamo scampo da una vita piena di cose inutili come il mondo spesso ci costringe a vivere?
Siete il tempio di Dio, ci dice l’apostolo, siamo il tempio di Dio questa è la nostra salvezza oggi.

L’insieme dei credenti, il corpo che formano i cristiani e le cristiane di tutto il mondo è il tempio di Dio.
La chiesa, intesa come persone, è la casa di Dio. Ed ognuno partecipa ai doni dello Spirito santo.

In questo senso prendiamo il voler rifinire al meglio il luogo di culto, come uno stimolo per la cura del prossimo in difficoltà, di ricerca dei sentieri di giustizia, di annuncio dell’evangelo. La vita del cristiano è arte, perché ricerca il bene e dunque il bello.

Nel costruire la nostra vita, affinché sia autentica, vera, realmente viva, noi non siamo soli, il Signore è infatti presente con il suo Spirito, per ognuno e per tutti nel loro complesso. E fidando nella sua guida e aiuto, noi vivremo in modo meraviglioso, come meravigliosa è la vita che Dio ci ha donato.

(Traccia del sermone del 19.06.2011 per l’inaugurazione della chiesa restaurata di S. Martino a Bondo, Bregaglia, Svizzera)

  1. Riferimento all’affresco della Cena nella chiesa di S. Martino a Bondo.

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