Non un Dio modesto

Ecco il testo della predicazione del 17 febbraio 2011 a Pramollo nelle Valli valdesi, in cui siamo stati gentilmente invitati dalla locale chiesa valdese.

Il testo della predicazione che ho scelto per oggi è nella I lettera di Giovanni. In questa lettera l’apostolo scrive a delle chiese che sono confrontate con la predicazione gnostica, cioè con predicatori che affermavano che la materia, il fisico, cioè anche il nostro corpo, erano negativi oppure trascurabili, e che valessero solo le idee, la conoscenza di un mondo superiore e perfetto.

La conseguenza per questa filosofia religiosa era dire che non contava ciò che si faceva, che il peccato non esisteva oppure non riguardava coloro che sapevano, gli gnostici appunto. Nel testo queste posizioni sono riportate dicendo: «se diciamo». Ne veniva fuori un cristianesimo, se ancora così lo si poteva chiamare, per iniziati, senza morale, senza etica. Senza peccato e senza la croce di Cristo, ma anche senza vero amore per il prossimo.

Ed allora Giovanni vuole esortare e rassicurare i cristiani, ed inizia riportando il messaggio di Gesù, riassumendolo con «Dio è luce».

Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che vi annunziamo: Dio è luce, e in lui non ci sono tenebre.

Se diciamo che abbiamo comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità.
Ma se camminiamo nella luce, com’egli è nella luce, abbiamo comunione l’uno con l’altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.

Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi.
Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.
Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo, e la sua parola non è in noi.

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; e se qualcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto.
Egli è il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati, e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. I Giovanni 1:5-2:2

Dio è luce e non ci sono tenebre, e dobbiamo camminare nella luce. Giovanni, si potrebbe dire, è tutto o bianco o nero. Non ci sono mezze misure, e ciò ci sorprende un po’.

Però quando si usa questa espressione, si intende di solito qualcosa di negativo. Chi vede tutto bianco o nero si schiera da una parte e non vede le ambiguità e i difetti di una delle parti, e dato che non siamo perfetti ciò è sbagliato.

Qui però innanzitutto le due parti sono il mondo e Dio. E la predicazione degli avversari di Giovanni, predicazione che afferma Gesù non essere il Figlio di Dio ed il cristianesimo non avere implicazioni etiche è semplicemente una falsa fede che propone un comportamento sbagliato, totalmente nel peccato.

In secondo luogo, e ancor di più, se rileggiamo ciò che dice l’apostolo, coloro che seguono la luce, che vi camminano, non sono esenti dal peccato, anzi per tre volte in questi pochi versetti viene detto: Gesù ci purifica da ogni peccato, ci perdona e ci purifica dall’iniquità, è un avvocato e il sacrificio propiziatorio.

Dunque non siamo perfetti, anzi dobbiamo riconoscere i nostri peccati per essere sulla giusta strada. Se scegliamo di essere dalla parte di Dio, riconoscendo di avere bisogno del suo perdono, se ci affidiamo a Dio come a colui che ci fa misericordia in Gesù Cristo, allora veniamo purificati. Allora siamo nella luce.

Allora Egli è fedele e giusto da perdonarci: Dio è fedele alle sue promesse di vita per ognuno di noi ed è giusto, vale a dire proprio perché Gesù Cristo, vero uomo e vero Dio, colui che era senza peccato è morto sulla croce, noi possiamo aver vita.

Gli gnostici negando la sua divinità, si illudono di poter passare dalla morte alla vita, ma sono altro che illuminati sono nelle tenebre.

Ma oggi?

Ma oggi mi direte dove stanno gli gnostici? A parte gruppi che negano la divinità di Gesù Cristo; incontriamo queste posizioni quando sentiamo dire che ciò che conta è il fine e non i mezzi. Conterebbe lo scopo ultimo, le idee, la propria fede in Dio o un’ideologia. Non quel piccolo furto che si è compiuto. Quel po’ di indifferenza con cui abbiamo trattato il nostro fratello. Quella bugia che però era per una buona causa. Quel far soffrire, ma intanto guadagnare. Non conterebbe quel pensare che, in fondo, la Scrittura non è proprio la lampada al nostro piede e che quindi quelle indicazioni di come camminare nella vita vanno aggiornate e modificate e in fondo siamo “uomini di mondo’’.

No il cristiano non è uomo di mondo. È creatura e figlio di Dio.

Ma c’è qualcosa di più, forse più sottilmente maligna che penetra nei nostri cuori e menti. A forza di dire nessuno è perfetto, tutti peccano, chi siamo noi per dire sì, sì e no, no. Si è finiti per dare una grande sfiducia ai cristiani e immobilismo.

Invece qui Giovanni vuole dare una certezza a tutti i credenti in Cristo Gesù: la certezza del perdono che parte dal dare fiducia a Dio. E Giovanni poi prosegue nel chiedere una scelta di vita, di campo a favore di Dio, un impegno di amore per il prossimo.

L’apostolo, ma di più Dio stesso, ci invita a scegliere di vivere seguendo Gesù Cristo,
nel cercare di praticare la giustizia, di avere uno stile di vita secondo Cristo, di prendere sul serio i comandamenti ed il comandamento dell’amore in particolare. Poi certo sbaglieremo e peccheremo, poi certo potremmo essere contraddittori, alle volte saremo anche nel compromesso e a volte confusi ed irretiti dal mondo, va bene, però avremo il perdono, forte, completo, rigenerante e rinnovante di Dio.

Tutti presi dal dire che nessuno è perfetto, che tutti sbagliano, tutti presi da grande modestia certo, finiamo per credere in un Dio modesto, finiamo nelle tenebre dove tutti i gatti sono neri.

C’è invece da fare una scelta, una scelta di vita, da prendere una decisione e camminare su quella strada. È quello che hanno fatto al tempo della Riforma, è quello che hanno fatto i nostri fratelli e sorelle al tempo delle persecuzioni. È quello che cantiamo nel Giuro: tenersi dalla parte di Dio in questo mondo pieno di ingiustizia e odio e violenza e quindi dolore e tristezza.

È un messaggio di entusiasmo che Giovanni comunica a tutti noi, siete stati chiamati dalle tenebre alla luce, ora vivete in quella luce, ora andate nel mondo non piangendovi addosso, ma lottando per l’evangelo.

per quelli di tutto il mondo

E tenersi dalla parte di Dio implica essere per sé stessi non superbi.
Perché «Gesù Cristo… è il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati, e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.»

Solo scegliendo di essere dalla parte di Dio ed avendo fede in Lui noi possiamo vedere nel nostro prossimo colui che soffre e che è amato da Dio, e dargli una mano a risollevarsi se è caduto. Amen

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