Dibattito scarso su Le Scienze

“Le Scienze” autorevole rivista italiana di divulgazione scientifica e versione italiana di “Scientific American”, ha pubblicato nel numero di settembre 2007 un articolo dal titolo “Scienza e fede”. Devo dire che mi ha deluso. Intanto la redazione nella sua presentazione del dibattito fra i due autori: L. M. Krauss e R. Dawkins, fa capire che l’obiettivo del dibattito è “rispondere alle minacce alla ricerca scientifica” e che l’argomento è lo “scontro fra scienza e religione”, poi sembra che i due autori abbiano in mente solo creazionisti e terroristi islamici. Mi domando allora come possano dire qualcosa di valido se non definiscono di che religione parlano, ed in più mi sembra che il titolo: Scienza e fede, sia sbagliato.

La questione “Scienza e Fede” è infatti un tema profondo, se si vuole filosofico oltre che teologico, che non contrappone due partiti, della razionalità e dell’irrazionalità, come sembrano convenire i due autori, ma che è relativo ad aspetti diversi della vita umana, l’aspetto “misurabile” della scienza e quello “spirituale” della fede. Mentre i due autori sembrano anche ignorare che ci sono scienziati che sono anche credenti. Ad esempio, ad un certo punto Krauss invoca Galileo, come se non sapesse che Galileo era un credente, anzi anche Newton e Keplero e tutti i primi scienziati erano credenti. Newton, ad esempio, al quale si riconosce di essere stato il maggior creatore della scienza moderna, metteva sullo stesso piano di valore le sue ricerche sulla fisica e l’analisi infinitesimale e il suo commentario sull’Apocalisse.

Sorprendente poi la domanda: “la religione è intrinsecamente negativa?”, presentata come questione centrale nel dibattito fra scienziati. Meno male che Krauss afferma che: “non è la religione, o la fede, che dobbiamo cercare di sradicare, è l’ignoranza”. Su questo punto infatti possiamo ben convenire tutti: credenti e non credenti, sempre che l’ignoranza non sia ben definita. Però, farsi questa domanda sulla negatività della religione, perché “è stata responsabile di molte atrocità”, mi fa chiedere se qui abbiamo gente che riflette su quel che dice. Infatti qualcosa del genere si potrebbe dire per molte attività umane. L’economia, dai tempi della rivoluzione industriale ad oggi, ha fatto milioni di vittime, ha fatto lavorare i bambini e tutt’ora -ad esempio in Pakistan- lo fa, ha inquinato per bene il nostro pianeta, allora l’economia è intrinsecamente negativa? E cosa dire della politica? E cosa dire della scienza stessa, allora è intrinsecamente negativa perché ha prodotto la bomba atomica e armi e disastri chimici clamorosi?

Il Direttore di “Le Scienze”, Enrico Bellone, si batte perché alla Scienza sia riconosciuto di essere portatrice di cultura, non di cultura scientifica, ma di cultura tout-court. Personalmente sono d’accordo e convinto che (in Italia soprattutto) questo vada ribadito, a fronte di una ignoranza scientifica notevole. (Come mi sembra che un’altra grande ignoranza italiana sia sulla teologia.) Però non è con contributi mal fatti, appena si è fuori dell’ambito scientifico, che si può perorare per bene la causa di una cultura che tenga nel giusto conto la scienza.

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